Giro dell’Italia senza soldi – Giorno 30 09/05/17 Roma – Palestrina


Ci svegliamo con il tintinnio delle posate e delle tazze che Ignazio e Giovanna stanno preparando per noi. Mike dorme nel letto affianco al nostro e non appena mi sveglio ci alziamo tutti insieme. Oggi è il giorno della partenza, sia di Mike sia di me e Nicola e già dai primi minuti sento che sarà dura. Sarà difficile salutare Giovanna e la sua famiglia, sarà difficile lasciar andare via Mike ma soprattutto sarà difficile lasciare Roma e la sua poesia.
Finita la colazione non ce la sentiamo di scappare via, aspettiamo ancora un pochino; Nicola Mike e Martino iniziano a strimpellare con chitarre e ukulele, io mi offro di lavare i piatti e porto a Giovanna un sassolino ricordo che avevamo preparato il giorno del nostro arrivo.

È strano come si crei in così poco tempo un legame profondo. È strano come ci si senta in sintonia fin da subito, come se ci si conoscesse da sempre ed è ancor più difficile lasciarsi proprio per questo motivo..

È ora, dobbiamo partire, dobbiamo accompagnare Mike alla stazione e proseguire verso Frosinone, nella direzione opposta.


Dopo aver fatto qualche foto ricordo tutti assieme ci avviamo verso la porta. Ci abbracciamo e ci salutiamo, ci diamo l’in bocca al lupo a vicenda e sentiamo una stretta al cuore… Che emozioni.. quasi con le lacrime agli occhi scendiamo le scale del palazzo e proseguiamo verso Termini.
Arriva l’ora di salutare Mike, lui tornerà a casa, a casa nostra, e per la seconda volta le nostre strade momentaneamente si dividono. Che grande! È venuto a Roma solo per noi e ne siamo onorati… Ci stringiamo fortissimo con la promessa di rivederci presto e ripartiamo.


Ci dirigiamo verso il parco degli acquedotti e finalmente riusciamo a gustarci le prime ciliegie quasi mature. Mentre cerchiamo di accaparrarcele si avvicina un bimbo, Giovanni, che timidamente ce ne chiede una manciata e noi gliele diamo volentieri. Vorrebbe arrampicarsi sull’albero come Nicola ma piccolino per lui è ora di andare a casa e per salutarlo gli regaliamo altre ciliegie.

Dopo una decina di chilometri eccoci al parco, rimaniamo meravigliati di fronte ai resti degli acquedotti romani, ancora in piedi, ancora imponenti. Decidiamo di fare una pausa per mangiarci un panino che Giovanna ci aveva preparato e soprattutto per goderci un po’ quel panorama stupendo, in mezzo al verde e fuori dal tran tran quotidiano del centro di Roma.


Poco dopo ripartiamo seguendo la via Casilina, la seconda via Romana insieme alla via Appia, per lunghezza e importanza.. ci porterà direttamente a Frosinone!
Siamo quasi fuori Roma, dobbiamo oltrepassare il raccordo anulare e poi sarà più facile trovare un passaggio, qui le macchine sfrecciano a velocità assurde e non fanno caso a due pedoni come noi… Ad un tratto ecco che una giovane coppia sulla trentina si ferma, si offrono di portarci fino a Colonna dove la via Casilina riprende il suo corso. Dopo una decina di chilometri, tra chiacchere, risate e racconti, arriviamo a Colonna e ci salutiamo.
Proseguiamo e dopo un po’ di chilometri viviamo una delle esperienze più brutte di questo viaggio finora… Mentre percorriamo una strada sotto un cavalcavia sento un cagnolino che abbaia, sembra piangere ed è super agitato ma non lo vedo da nessuna parte. Ci avviciniamo alla parete inclinata che porta appena sotto il ponte, è lì ne sono sicura e probabilmente è stato abbandonato. Non me la sento di lasciar perdere, pensiamo a qualche soluzione al volo ma intanto sento di dover fare qualcosa. Inizio a risalire la parete e cerco di tranquillizzarlo a voce. Arrivata a circa 10/15 metri di altezza arrivo ad uno spiazzo che sta proprio sotto il ponte ma subito mi blocco: ci sono delle magliette stese e inizio a sentire la voce di un uomo che parla una lingua che non conosco. Sembra agitato e inizia a lanciare probabilmente sassi verso la parete e verso di noi… Fortunatamente non mi ha vista e io non ho visto lui ma capisco di essere in una brutta situazione perciò di corsa riscendo e raggiungo Nicola.. ci allontaniamo ma sento l’abbaiare del cane dentro la testa. Mi domando come una persona del genere possa costringere un animale a vivere in quel modo. Nicola propone di chiamare i carabinieri ma, certa che non sarebbe servito a nulla, ce ne andiamo.
Riprendiamo a camminare, arrivate quasi le sei decidiamo di fermarci e tentare di fare autostop per raggiungere un paesino dove poter mangiare qualcosa e accamparci. Dopo circa mezz’ora si ferma Valeriano, un ragazzo che sta andando verso Palestrina, un paese a 10 chilometri da dove ci trovavamo, non proprio di strada verso Frosinone ma qualsiasi posto va bene. Accettiamo e gentilmente ci facciamo lasciare in vecchio campo da calcio dove ci consiglia di mettere la tenda. Dopo esserci lasciati andiamo in cerca di un panificio e ne troviamo uno che sta proprio per chiudere; meraviglia, ci lascia pane, panini, pizza e focaccia che ci potrebbero bastare per due giorni interi e contentissimi ringraziamo, salutiamo e ritorniamo verso il campo. Proprio in quel momento ci scrive Jessica. Lei è di Palestrina, ama viaggiare e spesso lo fa con il suo fidanzato Emanuele! Ci dice che possiamo andare da lei per una pasta è una doccia, le diciamo che per la cena siamo apposto ma lei super disponibile ci invita comunque a casa sua! Che coincidenze!! Ci incontriamo a metà strada e ci porta nel suo piccolo ma stupendo nido, tra le stradine del centro storico di Palestrina e con una vista mozzafiato sulla cittadina e sul panorama circostante.
Dopo una doccia e dopo aver cenato insieme ci porta in un bar del paese specializzato in tiramisù…. Che goduria, gustarsi un buonissimo tiramisù ci mancava, veneti come siamo!


Torniamo a casa, è ora di riposare, è stata dura riprendere il ritmo della camminata con lo zaino in spalla dopo i quattro giorni liberi a Roma, ma siamo contenti. Abbiamo trovato una ragazza disponibile, aperta, con la felicità e la nostra stessa passione negli occhi!

Chiudiamo gli occhi e ci lasciamo cullare dal sonno…
Buonanotte!


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