Giro dell’Italia senza soldi – Giorno 28 07/05/15 – Roma


Ci svegliamo e per noi inizia il secondo giorno in questa meravigliosa città che è Roma. Come di consueto Giovanna e Ignazio ci offrono un’abbondantissima colazione e un panino con un frutto da portarci dietro, insieme ad un pezzo di torta preparata il giorno prima. Che meraviglia, oggi il sole splende e si prospetta una giornatina calda e accogliente.

Si parte, oggi sarà una giornata principalmente dedicata alla visita di chiese e basiliche e siamo super emozionati. Dopo i consigli di Ignazio della sera precedente su cosa andare a visitare siamo pronti a mettere in pratica i suoi insegnamenti e a notare i particolari di cui ci ha parlato.

Prima tappa: chiesa di San Giovanni in Laterano. Dopo aver passato un controllo al metal detector entriamo e rimaniamo meravigliati di fronte a tale maestosità.

Una delle particolarità di questa chiesa è l’effetto sonoro che si produce tra una colonna all’altra. Magicamente, se si scelgono le colonne giuste e si comincia a parlare il suono viene proiettato contro la parete della colonna opposta mentre al centro non si percepisce in alcun modo ciò che viene detto. Questa tecnica serviva durante le cerimonie per propagare la voce del parroco (o chi per esso) in tutta la chiesa ma veniva utilizzato anche dagli innamorati per darsi segretamente appuntamento per vedersi… Ovviamente io e Nicola non ci facciamo mancare l”occasione per provare questo trucco e funziona!! Un’altra particolarità di questa chiesa è che se ci si mette sulla navata principale al centro si può notare come l’altare sia leggermente spostato a sinistra, questo a causa di alcuni errori di calcolo durante la sua progettazione.

Ci lasciamo alle spalle questa monumentale opera d’arte e ripartiamo alla volta della seconda tappa: la basilica di San Pietro in Vincoli.

Qui vi sono conservate le catene di San Pietro ma immediatamente veniamo colpiti da delle raffigurazioni macabre di alcuni scheletri e dalla personificazione della Morte… Infine ci ritroviamo davanti alla statua del Mosè di Michelangelo, da poco restaurato per mezzo di alcuni giochi di luce prodotti artificialmente… È un incanto trovarsi davanti a questo enorme pezzo di marmo scolpito alla perfezione da un artista come Michelangelo. Ci concediamo qualche minuto per ammirarlo nella sua magnificenza e ancora ripartiamo. Abbiamo troppe cose da vedere ancora e non possiamo perdere tempo.

Terza tappa: Scala Santa. Entriamo in questo edificio probabilmente in ristrutturazione e coperto da mega teli di pubblicità della Samsung (…) e ci ritroviamo davanti ad una scala che si può risalire solamente in ginocchio. Inizialmente non capiamo il motivo di ciò, in quanto abbastanza ignoranti in materia di religiosità ma una volta in cima capiamo che teoricamente quella era la scala percorsa da Gesù il giorno del venerdì Santo durante il processo per raggiungere Ponzio Pilato. Notiamo così tanta devozione nei confronti di questa scala che addirittura una suora viene sgridata pesantemente per aver calpestato i gradini con i piedi…

Ci avviamo verso il Campidoglio, stra colmo di gente e turisti che fotografano il palazzo insieme alle enormi statue presenti in piazza. Rimaniamo continuamente estasiati dalle opere d’arte monumentali presenti in ogni angolo della città e ci convinciamo sempre più della bellezza della Capitale.

La nostra quinta tappa è il Teatro Marcello, un mini Colosseo ancora più vecchio di quest’ultimo, che ancora dopo secoli si erge maestoso davanti ai nostri occhi… Solo appoggiando la mano sulle pareti esterne si sente la potenza degli anni e della storia che questo momento tiene sulle spalle. È circondato inoltre da un grandissimo numero di resti romani e medievali.. che storie!

Ora tocca alla Bocca della Verità, ci dirigiamo verso il Circo Massimo ma la coda per entrare e infilare la mano nella cavità della bocca è infinita. Ci accontentiamo di vederla dall’esterno, riusciamo a rubare qualche foto senza nessun turista davanti e ripartiamo.

Settima tappa: il giardino degli Aranci. Riusciamo a raggiungerlo dopo qualche stradina in salita ma ne vale la pena. Entriamo in questo giardino ben curato, che trasmette una tranquillità assoluta, regna il silenzio e affacciandosi dalla balconata si può godere di una vista spettacolare dell’intera città. Meraviglioso, in qualsiasi zona della città ci si trovi si rimane ammaliati dal suo splendore.

Sentiamo una certa fame, decidiamo di fermarci e fare una breve pausa per sgranchirci le gambe e mangiare un boccone e pare non esserci posto migliore dell’isola tiberina, al centro del Tevere, denominata anche la culla di Roma in quanto vi è un ospedale dove vengono messi al mondo la maggior parte dei romani. Attraversiamo qualche ponte ed eccoci in una delle zone più tranquille della città, davanti ad un arco di un ponte romano ormai caduto per la maggior parte. Ci sediamo proprio sulla punta dell’isola e ci gustiamo il nostro panino insieme al pezzo di torta squisita di Giovanna.

Dopo un po’ decidiamo di rimetterci in marcia verso la riva opposta del Tevere e ci ritroviamo a Trastevere. Percorrendo le sue vie veniamo avvolti dai profumi dei piatti tipici della città, bancarelle in ogni dove e botteghette. Raggiungiamo Piazza Campo dei Fiori, è ricoperta di bancarelle e stand di un mercato coloratissimo e super profumato. Ci concediamo un bel giretto e via si riparte verso la nona tappa: piazza Navona.

Anticamente questa piazza veniva riempita d’acqua e utilizzata per organizzare delle battaglie navali e non appena ce la ritroviamo davanti rimaniamo sbalorditi.. come può essere che i romani, per noia, potessero organizzare dei giochi del genere! Rimaniamo continuamente stupefatti.

Ormai il nostro secondo tour della città sta giungendo al termine. Non ci resta che visitare la chiesa di Sant’Ignazio; ci armiamo di cartina e iniziamo ad orientarci… Nel frattempo non posso non fare a meno di notare che proprio vicino alla chiesa vi è una via che porta il mio cognome, la via de’ Cestari e super felice decidiamo di andarci per vederla con i nostri occhi. Il mio cognome infatti non è molto comune e ritrovarlo in una via è un’altra sorpresa! Mentre ci avviciniamo ci imbattiamo nella via di Santa Chiara e non è possibile, proprio all’incrocio c’è la via de’ Cestari, che stavamo cercando! Ho trovato il mio posto nel mondo, tra via de Cestari e via di Santa Chiara!! Immortaliamo il momento e subito dopo eccoci all’ultima chiesa della giornata.

La chiesa di Sant’Ignazio è famosa per la sua finta cupola, entrando, infatti, e guardando il soffitto sopra l’altare sembra proprio essercene una ma non appena ci si avvicina ci si rende conto che è solamente un effetto ottico dato dalla perfetta riproduzione di una cupola dipinta. Che genialità, ma soprattutto è inevitabile riconoscere l’abilità che gli artisti del passato avevano nonostante i mezzi di cui disponevano.

Lasciamo alle nostre spalle lo sfarzo di questa chiesa e ci dirigiamo verso casa. Dobbiamo fare in fretta, si cena prima del previsto perché Martino, il figlio di Ignazio e Giovanna, vuole portarci a vedere Roma di notte. Sarà un incanto, ne siamo sicuri.

Cena a base di salsicce e verdura, tempo di una doccia e siamo già per strada. Raffaella, la ragazza di Martino, ci sta già aspettando e dopo esserci presentati ricominciamo la passeggiata. Ci portano al Pincio, da cui si può ammirare un’altra meravigliosa vista sulla città e proseguiamo attraverso stradine, piazze e locali fino ad arrivare al maestoso Colosseo che di notte ci mostra ancor più la sua potenza.

Tra un giro e l’altro oggi abbiamo raggiunto il record di chilometri, 40 in un solo giorno! La stanchezza si fa sentire quindi ci indirizziamo di nuovo verso casa… Siamo stanchi ma contentissimi, abbiamo visitato la maggior parte dei posti qui a Roma in soli due giorni sebbene non basti nemmeno un mese intero per toccare ogni angolo della capitale.

Ci buttiamo a letto felici, domani è un altro giorno!

Buonanotte


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